Articolo Pubblicato il 5 febbraio, 2020 alle 9:00.

Il padovano Giuliano Pelusi, proprietario della villetta distrutta da un’esplosione un anno fa in via Rienza, replica alle accuse del vicino vivaista

In merito all’articolo apparso sul “Mattino di Padova” in data domenica 2 febbraio 2020, a pagina 28, dal titolo “Palazzina distrutta, vivaista chiede i danni” a firma di Felice Paduano, il proprietario dell’immobile in questione, sito in via Rienza, il signor Giuliano Pelusi, intende segnalare alcune doverose precisazioni.

Innanzitutto, i miei fratelli e la loro attività non c’entrano nulla in questa vicenda, per il semplice fatto che la casa distrutta dall’esplosione di un anno fa è di mia esclusiva proprietà” premette Pelusi.

In secondo luogo, il proprietario dell’abitazione esprime non poche riserve sul danno lamentato dal vicino. “I periti avevano effettuato fin da subito una verifica e non risultavano particolari danni subiti dal signor Rampazzo e dal suo vivaio, e di certo non per un ammontare di trentamila euro. Inoltre, a me non risulta che abbia intentato nei miei riguardi alcuna azione penale, come ha dichiarato: semmai fosse, peraltro, dovrebbe trattarsi di un’azione civile”.

In ogni caso, conclude Pelusi, “degli eventuali danni risponderà l’assicurazione che non ha ancora liquidato neppure il sottoscritto: mi trovo nella stessa situazione”.

Il cinquantenne padovano sta infatti portando avanti una dura battaglia, assistito da Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che ha già denunciato anche sui media l’ennesimo caso di mala assicurazione.

Pelusi aveva infatti sottoscritto con la compagnia Vittoria un’assicurazione sulla casa, contratto che, come hanno verificato i tecnici di Studio3A, è assolutamente a posto: premio regolarmente pagato, il 18 settembre 2018 (la deflagrazione avvenne il 19 febbraio 2019), polizza – una rami elementari multirischi casa-famiglia – attiva e “capiente”, tipologia di danno prevista tra le garanzie. Il proprietario, peraltro, l’assicurazione l’aveva stipulata già da qualche anno.

Come da prassi in questi casi, la Procura di Padova ha aperto un fascicolo penale contro ignoti, anche perché nei giorni precedenti al fatto, complice l’assenza del padrone di casa, la villetta era stata oggetto di due intrusioni con relativi tentativi di furto, regolarmente denunciati. “Sia le verifiche dei vigili del fuoco che le indagini a tutto campo dei carabinieri della compagnia di Padova, però, non hanno prodotto alcun elemento utile a comprovare un’origine dolosa dell’incendio, la cui causa più probabile è una fuga di gas, né a identificare eventuali responsabili e dunque per proseguire le indagini – chiarisce bene Giuliano Pelusi – Il Pubblico Ministero ha chiesto e ottenuto l’archiviazione del procedimento, già lo scorso luglio, e disposto il dissequestro”.

Rientrato in possesso di ciò che resta del fabbricato, il proprietario si è attivato per far valere la polizza, i tecnici di Studio3A, che hanno proceduto alla stima del consistente danno, avevano anche raggiunto un accordo sulla somma da liquidare con il perito che operava per conto di Vittoria. Ma poi i liquidatori della compagnia, pur di non risarcire il dovuto, hanno sconfessato l’operato dei loro stessi addetti, mettendo in discussione anche le conclusioni della magistratura, sostenendo, a un anno di distanza, la tesi dell’esplosione dolosa causata da ordigno esplosivo, unico motivo di esclusione del risarcimento, e chiedendo al Tribunale civile di Padova l’istruzione di un accertamento tecnico preventivo, che è tuttora in corso. Pelusi non ha ancora visto un euro.