Articolo Pubblicato il 15 aprile, 2016 alle 15:49.

TESTATA: L’Unione Sarda – 15/04/2016

Una decina di famiglie e un’impresa agricola chiedono i danni al Ministero della Difesa per l’inquinamento legato alla base militare. «Ci sono concentrazioni di benzene e idrocarburi pesanti molto superiori al limite consentito e il sindaco di Decimomannu ha dovuto emanare un’ordinanza urgente che vieta l’utilizzo dell’acqua dei pozzi a scopi alimentari e irrigui», spiega Ermes Trovò presidente di Studio 3A, la società che si occupa di responsabilità civili e penali che ha deciso di citare in giudizio la Difesa.

Trovò basa la sua azione partendo da un «dato acciarato indiscutibilmente», cioè che le concentrazioni fuori norma emerse «dai rilevamenti effettuati dalla ditta incaricata del monitoraggio dei terreni circostanti, la “Eco. STE.Ma”, nell’ambito dei lavori di messa in sicurezza di emergenza», hanno portato all’ordinanza urgente del Comune per vietare il consumo dell’acqua «il che prefigura automaticamente un danno per i cittadini e gli agricoltori in particolar modo».

Inquinamento. Ci vogliono anni per dimostrare i reali pericoli che gli sversamenti di carburante possono aver creato a chi vive e lavora lì intorno, ma il divieto di utilizzare l’acqua genera un danno immediato e tangibile e la società che ha preso in carico la questione ha deciso di puntare su questo aspetto per chiedere subito di «risarcire la
popolazione e le imprese del comparto agricolo per la mancata possibilità di utilizzo dell’acqua dei pozzi, ma anche per il sensibile deprezzamento delle proprietà e dei terreni e, più in generale, per il fatto di dover vivere in un contesto gravemente compromesso, con le relative conseguenze».

Danneggiati. Si tratta solo del primo passo perché da Studio 3A assicurano che la lista dei cittadini intenzionati a chiedere rimborsi continua ad allungarsi. Dalla società di Mestre ricordano «l’area agricola contigua alla base è stata interessata da ripetuti sversamenti di carburante degli aerei avvenuti tra il 2007 e il 2010, determinati in particolare dalla rottura della condotta sotterranea che portava il combustibile da Cagliari all’aeroporto: l’Avio Jp8 contiene, tra le altre cose, xileni, benzene, toluene, piombo e altri metalli pesanti, altamente inquinanti e pericolosi per la salute, che sono inevitabilmente finiti nell’acqua».

Il punto sulla situazione degli sversamenti e delle bonifiche è anche all’ordine del giorno del Consiglio comunale di Decimomannu convocato per martedì su richiesta dei consiglieri di minoranza.

Marcello Zasso