Articolo Pubblicato il 18 dicembre, 2020 alle 17:00.

La buona notizia è che finalmente nel 2020 gli incidenti stradali hanno subito un drastico calo, e parallelamente sono diminuiti sensibilmente anche i feriti e i morti; quella meno buona è che questo positivo risultato non è frutto di condotte più responsabili né di un miglioramento della sicurezza stradale, bensì delle restrizioni legale alla pandemia da Covid e alle conseguenti crisi sanitaria ed economica, che hanno ovviamente interessato e inciso anche sulla mobilità e sull’incidentalità.

In largo anticipo rispetto al consueto proprio per monitorare questi cambiamenti radicali e i possibili effetti futuri, l’Istat il 16 dicembre 2020 ha diffuso le stime preliminari relative ai sinistri avvenuti nel periodo tra gennaio e settembre 2020, caratterizzato da un decremento di incidenti e di infortunati coinvolti mai registrato prima di tali dimensioni. Del resto, il periodo di lockdown imposto dai decreti governativi per contenere la diffusione dei contagi ha determinato il blocco quasi totale della mobilità e della circolazione da marzo a maggio inoltrato, influendo in maniera determinante sul fenomeno.

 

Oltre 90mila incidenti in meno, vittime in calo del 26% nei primi 9 mesi del 2020

Dalle risultanze, nei primi nove mesi dell’anno si registra una forte riduzione del numero di incidenti stradali con lesioni a persone rispetto all’analogo periodo del 2019 (90.821, pari a -29,5%), del numero dei feriti (123.061, -32,0%) e del totale delle vittime entro il trentesimo giorno (1.788, -26,3%). Se poi si limita l’osservazione al periodo gennaio-giugno 2020, le diminuzioni sono ancora più accentuate, pari a circa il 34% per le vittime e a quasi il 40% per incidenti e feriti.

Dopo il lockdown però si è tornati al solito bollettino di guerra

Per converso, nel trimestre luglio-settembre 2020, nel quale le misure governative si sono allentate, l’incidentalità si rivela nettamente in ripresa, con cali molto più contenuti rispetto allo stesso periodo nel 2019. E purtroppo, lo stesso vale per le vittime: se nei primi sei mesi del 2020 sono state 1.006, nel solo trimestre successivo sono arrivate a 782, e tra questi molti erano motociclisti. Questo a riprova che, venute meno le limitazioni alla circolazione, si è in buona sostanza tornati al consueto bollettino di guerra, o quasi.

Non a caso l’Istat mette in guardia dal “cantare vittoria” per questa sia pur drastica diminuzione delle vittime nel 2020 che riguarda tutti gli ambiti stradali (nei primi nove mesi dell’anno è stimata pari a circa il 50% sulle autostrade, tra il 40 e il 44% su strade urbane ed extraurbane) e che avvicina l’Italia al target del -50% prefissato dagli obiettivi europei 2010-2020 per la sicurezza stradale: in termini percentuali, nei primi nove mesi del 2020 il numero di morti scende del 43,1% rispetto al 2010 e del 66,4% nel confronto con lo stesso periodo del 2001.

Non si possono leggere con accezione positiva i traguardi raggiunti – commenta l’Istituto di ricerca – Il radicale calo della mortalità nei periodi di confinamento della popolazione e il blocco della circolazione hanno condotto a una diminuzione forzata di incidenti e vittime, non legata a comportamenti virtuosi e al miglioramento della sicurezza stradale”. L’Istat al riguardo fornisce anche alcuni dati circa le percorrenze medie annue, che nei primi sei mesi del 2020 sono diminuite del 37% rispetto allo stesso periodo del 2019 sulle autostrade in concessione e del 32% sulla rete extraurbana principale, mentre le prime iscrizioni di autovetture si sono ridotte del 43%. I mesi estivi hanno invece visto una ripresa sia della mobilità sia del mercato auto, sostenuto dagli incentivi. Se infatti si estende l’osservazione fino a settembre le percorrenze medie sulle strade extraurbane principali risultano in calo (più contenuto) del 23%, le prime iscrizioni di autovetture nuove di fabbrica subiscono una contrazione (solo) del 33%.

Il resto dell’Europa

Dando infine uno sguardo allo scenario continentale – com’è accaduto in Italia, anche nella maggior parte dei Paesi europei sono state adottate misure restrittive e chiusure totali nel corso del 2020 -, dai dati diffusi dall’European Transport Safety Council (ETSC), riferiti ai decessi registrati nel mese di aprile 2020 in 24 Paesi della Ue, al culmine della prima ondata della pandemia si è registrata una diminuzione media di mortalità del 36%, anche qui un valore senza precedenti se si pensa che i decessi nella Ue28 sono diminuiti del 24% nell’intero decennio 2010-2019.

Secondo i primi dati disponibili, la riduzione più alta dei morti in incidenti stradali nel mese di aprile 2020 è stata registrata proprio in Italia, seguita da Belgio, Spagna, Francia e Grecia, tutti con un decremento percentuale maggiore del 55%.