Articolo Pubblicato il 25 gennaio, 2021 alle 10:00.

Se un pedone cade sul marciapiede reso scivoloso dall’acqua saponata che vi è stata versata e se risulta che il liquido è riconducibile al negozio antistante, la titolare deve risarcire i danni fisici occorsi al o, nella fattispecie, alla malcapitata.

La Cassazione, con l’ordinanza n. 1107/21 depositata il 21 gennaio 2021, si è occupata di un classico caso di responsabilità civile verso terzi, ma nello specifico, pur essendo accaduto il sinistro sul suolo pubblico, a essere chiamato in causa è stato un privato.

 

Una donna caduta sul marciapiede scivoloso cita in causa il negozio antistante

Una donna aveva citato in giudizio la titolare di una profumeria per essere risarcita dei danni subiti per l’appunto in conseguenza di una brutta caduta di cui era rimasta vittima nel 2007 davanti al negozio a causa dell’acqua saponata che era stata gettata a suo dire su iniziativa dell’esercizio commerciale, ma il Tribunale di Roma, con sentenza datata 2014, aveva respinto la sua richiesta non ritenendo provata l’esistenza di un rapporto di subordinazione tra la persona che aveva versato il liquido e l’attività commerciale.

ILa danneggiata aveva appellato la sentenza, e la Corte d’Appello di Roma, con sentenza del 2018, aveva ritenuto applicabile al caso concreto la disciplina di cui all’art. 2049 c.c. e, come tale, in riforma della decisione di prime cure, aveva condannato la legale rappresentante dell’esercizio a versare al pedone quasi 42mila euro a risarcimento del danno fisico riportato a seguito della rovinosa caduta.

 

La legale rappresentante della profumeria ricorre per Cassazione

Contro quest’ultima sentenza la titolare della profumeria ha quindi proposto ricorso per Cassazione lamentando che la Corte territoriale avesse ritenuto provati gli elementi costitutivi della fattispecie risarcitoria, basandosi su una testimonianza de relato che avrebbe dovuto essere considerata a suo dire priva di valore probatorio ed indiziario, non avendo trovato riscontro in altre circostanze di adeguata consistenza.

Il nocciolo della questione riguardava la posizione della persona che aveva materialmente gettato l’acqua saponata sul marciapiede, della quale – secondo la ricorrente – i giudici di secondo grado non avrebbero accertato il rapporto di lavoro subordinato od occasionale con la propria società, senza il quale veniva meno anche il rapporto di occasionalità necessaria.

La titolare del negozio aveva poi censurato il comportamento del pedone, che non avrebbe prestato alcuna attenzione, e ha messo in discussione la valenza probatoria di alcune testimonianze acquisite, relative sia alla dinamica dell’incidente sia alle abitudini della profumeria circa le pulizie.

 

Titolare del negozio condannato al risarcimento

Ma per la Cassazione i motivi di doglianza sono tutti inammissibili. Preme qui sottolineare un elemento centrale ben chiarito al riguardo dagli Ermellini, e cioè che il preponente (o committente) è sempre tenuto a rispondere dei fatti illeciti commessi non solo dai propri dipendenti, ma anche da tutte le persone che hanno agito su suo incarico o per suo conto, “dal momento che l’art. 2049 c.c. non richiede affatto, quale presupposto, l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato”.

Dunque, la responsabilità del padrone o del committente per il fatto del commesso sussiste anche quando, come nel caso di specie, “non sia stato individuato con sicurezza l’autore materiale del danno, ove sia comunque certo che questi sia un incaricato o preposto di quello”.

Gli Ermellini infatti rimarcano come la Corte territoriale avesse ritenuto sussistenti “indizi gravi, precisi e concordanti, emergenti dalle prove testimoniali, per ritenere sussistente il rapporto di preposizione e di occasionalità necessaria, specificando, correttamente, che ai fine della sua ricorrenza non era necessario che tra il soggetto che aveva gettato sul marciapiede l’acqua insaponata e la titolare della profumeria vi fosse un rapporto di lavoro subordinato”.Pertanto, ricorso respinto e condanna al risarcimento confermata.