Articolo Pubblicato il 15 maggio, 2020 alle 8:45.

La battaglia di una 68enne di Montegranaro per essere risarcita dei gravi danni patiti in un incidente due anni e mezzo fa: sempre più concreta la prospettiva di una causa

Inciampa su una grata sistemata male, rovina per terra e si rompe un braccio, finisce all’ospedale e non può partecipare ai funerali della mamma, ma dopo due lunghi anni e mezzo non ha ancora visto un solo euro di risarcimento. Protagonista della brutta “avventura” una oggi sessantottenne di Montegranaro, che per ottenere giustizia ed essere risarcita, attraverso la consulente personale, dott.ssa Sara Donati, si è affidata a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini.

Alle 8 di sera dell’8 novembre 2017 la signora stava tranquillamente camminando sul marciapiede in viale Zaccagnini, a Montegranaro, quando è scivolata a causa di una mal posizionata, deformata e instabile grata metallica posta a copertura degli impianti di aerazione e illuminazione dei sottostanti parcheggi sotterranei, di fronte al negozio Tigotà: un’insidia dimostratasi a posteriori pericolosissima, ma poco visibile e percepibile, anche perché la zona era poco illuminata.

La conseguente caduta si è rivelata rovinosa: soccorsa da alcuni passanti e poi dai sanitari del Suem, la malcapitata è stata trasportata in ambulanza all’ospedale di Fermo, dove le hanno riscontrato la frattura scomposta dell’omero destro, per una prognosi di almeno un mese. Ed è iniziato un lungo calvario. E’ stata ricoverata per una decina di giorni in Ortopedia e ha dovuto subire un intervento chirurgico di riduzione della frattura ed esteosintesi con l’applicazione di chiodo endomidollare e viti prossimali e distale. La donna, casalinga, ha dovuto successivamente effettuare numerose visite di controllo, medicazioni e terapie riabilitative, per molto tempo ha avvertito dolori intensi alla spalla destra, non ha più recuperato la piena funzionalità del braccio, che anzi sta gradualmente perdendo ulteriormente: anche oggi fatica a svolgere le faccende domestiche e persino a pettinarsi e lavarsi i capelli e non riesce più a sollevare grossi pesi.

La visita medico legale a cui si è sottoposta una volta stabilizzati i postumi le ha riconosciuto una invalidità permanente del 15% più svariati giorni di temporanea (15 di assoluta, 30 al 75%, 60 al 50% e altri 70 al 25%). Insomma, un danno biologico importante, senza poi considerare le spese mediche e l’altrettanto significativo danno morale e stress legati alle sofferenze fisiche e psichiche, tra cui quella più dolorosa di tutte: la signora non ha potuto dare l’estremo saluto alla mamma, mancata l’11 novembre 2017, in quanto i funerali sono stati celebrati il 13 novembre, proprio il giorno in cui la figlia doveva essere operata e si trovava ancora ricoverata all’ospedale di Fermo.

La danneggiata ha così richiesto un congruo risarcimento rivolgendosi in primis al proprio Comune di residenza, proprietario dell’area pubblica in questione, e producendo anche le dichiarazioni di diversi testimoni che hanno confermato la sua versione dei fatti, specie quella di una negoziante che ha un’attività a due passi. La commerciante ha riferito di aver proprio visto cadere la signora e di aver notato nei giorni seguenti alcuni operai del Comune, intervenuti in sopralluogo, che hanno visionato la grata, effettuato dei lavori per aggiustarla e riposizionarla correttamente e che avrebbero anche ammesso il suo incurvamento, ipotizzando che vi fosse salita sopra un’auto.

Ma qui è iniziata un’estenuante serie di dinieghi e di scaricabarile. Sircus srl, che gestisce la pratica di sinistro per conto del Comune e della sua compagnia di assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, Lloyd’s, nonostante tutte le prove e le evidenze schiaccianti, ha negato ogni responsabilità in capo al proprio assicurato, prima sostenendo di non ravvisare alcuna insidia, e poi scaricando la colpa sull’impresa a cui l’Amministrazione comunale, mediante una convenzione, aveva affidato la manutenzione degli spazi pubblici dell’area ex Campo Boario. Studio3A ha quindi esteso la richiesta danni anche alla ditta a cui competeva la custodia del luogo, per non averne evidentemente curato la dovuta manutenzione, procurando un’obiettiva situazione di pericolo, in alcun modo segnalata, che ha determinato l’evento dannoso. Ma l’impresa ha a sua volta denegato ogni responsabilità, obiettando che il luogo in questione sarebbe nell’esclusiva custodia al Comune, e invitando quindi a rivolgere le richieste d’indennizzo solo al municipio. Dopo un anno di inutili diffide e tira e molla, ormai la danneggiata, dopo tutto ciò che ha subito, dovrà anche adire le vie legali.

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