Articolo Pubblicato il 9 gennaio, 2018 alle 11:53.

COMUNE DI CAMPOSAMPIERO CONDANNATO A RISARCIRE CON DIECIMILA EURO UN 75ENNE DEL POSTO CADUTO SUL MARCIAPIEDE DISSESTATO

L’incidente è successo più di cinque anni fa ma l’Amministrazione denegava ogni responsabilità: il Tribunale di Padova invece ha dato ragione piena al danneggiato

Era rovinato per terra dopo essere scivolato di sera su una sconnessione della strada occultata da un tappeto di foglie, e si era procurato brutte lesioni a una spalla, ma il suo Comune non voleva ammettere le sue responsabilità nell’accaduto, per la mancata manutenzione di quel percorso pubblico, e lo ha costretto a una causa. Dopo cinque anni di battaglie, tuttavia, un (oggi) 75enne di Camposampiero si è visto riconoscere le proprie ragioni dal Tribunale di Padova, che ha condannato l’Amministrazione comunale a risarcirlo di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali, per una somma di circa diecimila euro, più tutte le spese legali.

Il danneggiato ha denunciato il fatto al Comune e, per essere meglio seguito, tramite la consulente personale dott.ssa Elisa Sette, si è rivolto a Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini, che ha subito chiesto i danni all’Amministrazione. Nonostante l’eloquente documentazione probatoria prodotta e i tanti solleciti, però, IGS Claims Management, incaricata per la gestione del sinistro per conto di AIG Europe Limited, la compagnia assicurativa del Comune, ha continuato a rispondere picche, scaricando ogni responsabilità dell’accaduto sul cittadino e costringendolo a citare in causa l’Amministrazione avanti il Tribunale di Padova per il tramite dell’Avv. Alberto Ferri, del Foro di Venezia. Con successo.

Il 21 dicembre il giudice Guido Marzella ha pubblicato la sua sentenza dando ragione piena al ricorrente, accogliendo le argomentazioni di Studio 3A e dell’Avv. Ferri e respingendo quelle del Comune. Il dottor Marzella ha convenuto che il luogo non era ben illuminato, perché la luce dei lampioni, schermata dalle chiome degli alberi a bordo strada, arrivava solo in parte al suolo, che la presenza dell’insidia non era percepibile dal pedone, anche perché ricoperta da un fitto manto di foglie cadute a terra, che il corrugamento del manto stradale si prolungava lungo tutta l’ampiezza del passaggio (ci si doveva imbattere per forza), e che la sconnessione, causata dalle radici degli alberi, doveva risalire a diverso tempo addietro, escludendosi dunque il caso fortuito o l’improvvisa e imprevedibile alterazione dello stato delle cose, unici elementi in grado di sollevare la responsabilità per le cose in custodia che opera in relazione alla Pubblica Amministrazione, disciplina – precisa il giudice – che prescinde dalla loro estensione”: il Comune aveva cercato di giustificarsi adducendo anche la “particolare estensione del bene posseduto e la concreta impossibilità di approntarne un’idonea custodia”.

Il dott. Marzella ha rigettato anche le obiezioni dell’Amministrazione comunale circa le pretese del danneggiato. La visita medico legale cui è stato sottoposto dal consulente tecnico nominato dal Tribunale, e le cui conclusioni sono state accolte in toto nella sentenza nella quantificazione del danno, ha confermato le risultanze della visita di parte a cui il camposampierese era stato sottoposto dal medico legale incaricato da Studio 3A, riconoscendogli un danno biologico temporaneo di venti giorni al 75%, di venti al 50% e altri venti al 25%, un grado medio di sofferenze patite e un’invalidità permanente del 4-5%. Il tribunale ha inoltre riconosciuto al danneggiato il ristoro di tutte le spese mediche e di assistenza stragiudiziale sostenute, per un totale di circa diecimila euro. Il Comune è stato anche condannato a rifondergli tutte le spese processuali e di causa per ulteriori quattromila euro circa.

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