Articolo Pubblicato il 6 aprile, 2016 alle 12:11.

TESTATA: Il Gazzettino di Treviso – 06/04/2016

CASALE Battaglia legale tra i parenti dell’anziana deceduta e la casa di riposo che nega ogni responsabilità

Battaglia legale in vista sul decesso di una 95enne ospite della casa di riposo Cosulich di Casale. La donna, V.G. di Quarto d’Altino, è mancata il 15 gennaio dell’anno scorso. Cinque giorni prima era caduta dal letto durante una spugnatura, sbattendo la testa. E poi non si sarebbe più veramente ripresa.

La famiglia non ha dubbi: l’anziana è caduta a causa della disattenzione dell’operatrice che era con lei e la morte è sopraggiunta come conseguenza diretta del trauma cranico. Nei mesi scorsi i parenti hanno chiesto un risarcimento alla struttura gestita dalla onlus Cà dei Fiori. C’è stata una procedura di negoziazione assistita per arrivare a un accordo bonario. Ma poi è saltata.

E adesso la nipote si è rivolta allo Studio3A, società specializzata nella valutazione di responsabilità civili e penali. La famiglia sottolinea che la 95enne era inferma ma lucida. Dopo la caduta del 10 gennaio, la donna è stata trasportata al pronto soccorso del Cà Foncello, dove gli è stata riscontrata la frattura della mascella, oltre ad alcuni tagli ed ematomi sopra rocchio. La sera stessa è tornata in casa di riposo. Ma due giorni dopo la situazione è precipitata. Viene riportata d’urgenza in ospedale. E il 15 gennaio si spegne.

Da quel momento parte il braccio di ferro tra Cà dei Fiori e la famiglia, anche a colpi di diffida. Si inizia a parlare di risarcimento. I ponti tra le parti si chiudono. E adesso si apriranno le porte del tribunale. «La povera anziana era affidata alle cure di una casa di riposo i cui operatori hanno commesso una negligenza, lasciandola cadere e facendola morire – spiega Ermes Trovò, presidente di Studio 3A -: andremo fino in fondo. In sede civile ma non solo. Qui ci sono tutti gli estremi per agire anche in sede penale: chi chiede ha sbagliato deve pagare».

Secca la replica di Cà dei Fiori: «E’ stata aperta una procedura di sinistro e il caso è seguito dalla nostra compagnia assicurativa e dai suoi legali – concludono – Ci riserviamo ogni azione a tutela dell’immagine e dell’onorabilità della nostra associazione».

Mauro Favaro