Articolo Pubblicato il 18 ottobre, 2019.

La compagnia di assicurazione, dopo che era già stato concordato l’indennizzo, aveva fatto marcia indietro con l’assurda scusa che il colpo era di rimbalzo

Alla fine, di fronte alla battaglia portata avanti da Studio3A contro un’evidente ingiustizia e l’interessamento addirittura di Striscia la Notizia, ArcoGlobal ha ceduto e ha finalmente risarcito il cacciatore cagliaritano impallinato da un amico, a cui non intendeva liquidare alcun indennizzo perché il colpo subito era di rimbalzo. Ma la vicenda era troppo clamorosa, proprio in ragione di questa “strampalata” scusa, per non essere raccontata dal Tg satirico di Canale 5 e dal suo inviato Moreno Morello, che se n’è occupato e che la portata nella puntata del 18 ottobre 2019, con un’intervista al Presidente di Studio3A-Valore S.p.A., dott. Ermes Trovò, a cui il danneggiato si è affidato attraverso il responsabile della sede di Cagliari, dott. Michele Baldinu.

L’episodio risale al 4 settembre 2016, E. M., (oggi) 36 anni, di Muravera, partecipa a una battuta di caccia in un suo terreno di montagna con il compaesano S. P., (oggi) 38 anni, l’unico a portare il fucile. Questi intravvede una preda e spara ma uno dei pallini colpisce di rimbalzo il compagno all’occhio sinistro. E. M. non è grave, ma l’infortunio è serio anche per l’organo interessato, delicato. Il 36enne deve ricorrere alle cure mediche all’ospedale di Cagliari, dove gli riscontrano untrauma al bulbare sinistro con ritenzione di corpo metallico nel nervo ottico”: resta ricoverato per i trattamenti terapeutici una settimana. Oltre a osservare un lungo periodo di riposo, deve sottoporsi a una terapia farmacologica ad hoc e a frequenti visite di controllo. La persistenza del corpo estraneo, che i medici non estraggono per non rischiare ulteriori lesioni, gli crea notevoli fastidi e problemi alla vista, con un calo del “visus” e del campo visivo nei settori periferici. Si parla di una invalidità permanente di 5 punti e di un’inabilità temporanea di sei mesi.

Per fortuna, sia il ferito che il feritore sono iscritti alla Federazione Italiana Della Caccia e, come tutti i tesserati, sono coperti da una polizza per gli infortuni e la Responsabilità Civile verso Terzi che la principale associazione del settore offre a tutti i tesserati tramite, all’epoca, ArgoGlobal, già Ariscom: oggi la Fidc ha cambiato compagnia. E. M., per essere risarcito dei danni fisici e morali subiti, come detto, attraverso il dott. Michele Baldinu, si affida a Studio3A, società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini e, come da prassi in questi casi, presenta querela all’autorità giudiziaria presso i carabinieri di Muravera nei confronti del compagno che l’ha ferito, riservandosi di rimetterla una volta risarcito. L’iter all’inizio procede bene. Studio3A verifica la polizza constatando come tutte le condizioni siano rispettate e non incorrano esclusioni: per la Rct, “valida per il mondo intero”, la compagnia ArgoGlobal “si obbliga a tenere indenne l’assicurato di quanto questi sia tenuto a pagare, quale civilmente responsabile ai sensi di legge, a titolo di risarcimento per danni involontariamente cagionati a terzi per morte, lesioni personali e danneggiamenti di cose”. La Fidc si dimostra disponibile e apre la posizione attraverso la sua Marsh Spa per i sinistri. Stabilizzatisi i postumi, il cacciatore viene sottoposto a visita medico legale di parte e di controparte e la trattativa per un accordo stragiudiziale con Sogesa, che gestisce il sinistro per conto di ArgoGlobal, va a buon fine: viene quantificata una cifra congrua per il risarcimento, non si parla di somme astronomiche, e l’assistito accetta.

Da novembre 2018, però, Sogesa e ArgoGlobal non rispondono più nonostante i solleciti, se non con un laconico “sono in corso accertamenti sulla dinamica del sinistro”. E l’assegno non arriva. Studio3A, di fronte al mancato rispetto di qualsiasi termine, è costretto a presentare, a maggio, un reclamo formale all’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni. Fino al clamoroso dietrofront della compagnia, con lettera del 18 giugno 2019: “dagli atti si evince che il pallino era di rimbalzo. La circostanza esclude la responsabilità dell’assicurato”. Una tesi inverosimile e duramente avversata da Studio3A, anche perché, sulla base di questo principio, verrebbero esclusi dalla copertura assicurativa buona parte degli incidenti di caccia. E che penalizzava non solo il cacciatore ferito, ma anche l’amico, ossia l’assicurato che si sarebbe dovuto tenere indenne. Nel frattempo, infatti, la querela e il relativo procedimento penale nei suoi confronti, a fronte del mancato risarcimento in sede civile, hanno fatto il loro corso. Il Pm della Procura cagliaritana dott. Enrico Lussu, chiuse le indagini preliminari, ha disposto la citazione dell’imputato davanti al Giudice di Pace di Cagliari, dott. Nicola De Murtas, per il reato ai sensi dell’art. 590 del c.p. “per aver cagionato per colpa a E. M. lesioni personali consistite in un trauma del bulbo oculare: colpa consistita in negligenza, imprudenza e imperizia perché, nel corso di una battuta di caccia, esplodeva un colpo di fucile a pallini senza accertare l’eventuale presenza di terzi nella zona e che non voi fossero persone presenti lungo la traiettoria dei proiettili, colpendo E. M. all’occhio”. Dopo vari rinvii, assunti proprio nella speranza di poter chiudere estragiudizialmente la vertenza, S. P. doveva (ri)comparire in aula il 6 dicembre.

Ma dopo la denuncia anche mediatica del caso di mala assicurazione da parte di Studio3A, anche Moreno Morello si è interessato alla vicenda, ha intervistato il dott. Ermes Trovò nella direzione generale di Venezia di Studio3A e ha chiesto spiegazioni ad ArgoGlobal, la quale, alla fine ritenuto di venire a più miti consigli e il 36enne di Muravera ha finalmente potuto incassare il suo assegno: per la cronaca, la stessa cifra concertata un anno fa, al centesimo. Con buona pace di tutti, anche del feritore, che eviterà il processo. Una storia e un lieto fine che Morello non poteva non trasformare in uno dei suoi graffianti servizi su Striscia