Articolo Pubblicato il 7 settembre, 2019.

L’assurda giustificazione addotta dalla compagnia ArgoGlobal, la cui polizza copre i tesserati Federcaccia, per non liquidare il danno a un cagliaritano ferito all’occhio

Con settembre si riapre la stagione della caccia, ma i tesserati Federcaccia, che sono poi oltre la metà dei cacciatori italiani (un “esercito” di 700mila appassionati, nel 2017 erano state rilasciate 738.602 licenze), farebbero bene a informarsi sulle garanzie della loro assicurazione, perché la copertura è (molto) parziale: se colpiscono qualcuno (o vengono colpiti) “direttamente”, la compagnia paga, se il colpo è “di rimbalzo” no. Non è un dettaglio: chi è dell’ambiente sa bene che i pallini “di rimpallo” rappresentano una percentuale elevata degli incidenti di caccia, non un’eccezione. Ma è proprio sulla base di questa “discutibile lettura” che la società Sogesa, incaricata di gestire il sinistro in questione, si ostina a negare il risarcimento a un cacciatore cagliaritano ferito da un amico che, come il malcapitato e tutti i tesserati della Fidc, Federazione Italiana Della Caccia, è coperto dalla polizza per gli infortuni e la Responsabilità Civile verso Terzi che la principale associazione del settore offre a tutti i tesserati tramite la compagnia ArgoGlobal, già Ariscom.

Tre anni fa, il 4 settembre 2016, E. M., (oggi) 36 anni, di Muravera, partecipa a una battuta di caccia in un proprio terreno di montagna con il compaesano S. P., (oggi) 38 anni, l’unico a portare il fucile. Questi intravvede una preda e spara ma uno dei pallini colpisce di rimbalzo il compagno all’occhio sinistro. E. M. non è grave, ma l’infortunio è serio anche per l’organo interessato, molto delicato. Il 36enne deve ricorrere alle cure mediche all’ospedale di Cagliari, dove gli riscontrano untrauma al bulbare sinistro con ritenzione di corpo metallico nel nervo ottico”: resta ricoverato per i trattamenti terapeutici una settimana. Oltre a osservare un lungo periodo di riposo, deve sottoporsi a terapia farmacologica ad hoc e a frequenti visite di controllo. La persistenza del corpo estraneo, che i medici non estraggono per non rischiare ulteriori lesioni, gli crea notevoli fastidi e problemi alla vista, con un calo del “visus” e del campo visivo nei settori periferici. Si parla di una invalidità permanente di 5 punti e di un’inabilità temporanea di sei mesi.

E. M., per essere risarcito dei danni fisici e morali subiti, attraverso il consulente personale e responsabile della sede di Cagliari, dott. Michele Baldinu, si affida a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e tutela dei diritti dei cittadini e presenta querela all’autorità giudiziaria presso i carabinieri di Muravera nei confronti del compagno che l’ha ferito, riservandosi di rimetterla una volta risarcito. L’iter all’inizio procede bene. Studio3A verifica la polizza constatando come tutte le condizioni siano rispettate e non incorrano esclusioni: per la Rct, “valida per il mondo intero”, la compagnia ArgoGlobal “si obbliga a tenere indenne l’assicurato di quanto questi sia tenuto a pagare, quale civilmente responsabile ai sensi di legge, a titolo di risarcimento per danni involontariamente cagionati a terzi per morte, lesioni personali e danneggiamenti di cose”. Sono compresi anche i danni a terzi causati dai cani da caccia. La Fidc si dimostra pienamente disponibile e apre la posizione attraverso la sua Marsh Spa per i sinistri. Stabilizzatisi i postumi, il cacciatore viene sottoposto a visita medico legale di parte e di controparte e la trattativa per un accordo stragiudiziale con Sogesa, che gestisce il sinistro per ArgoGlobal, va a buon fine: viene quantificata una cifra congrua per il risarcimento, non si parla di somme astronomiche, e l’assistito accetta.

Da novembre 2018, però, Sogesa e ArgoGlobal non rispondono più nonostante i solleciti, se non con un laconico “sono in corso accertamenti sulla dinamica del sinistro”. E l’assegno non arriva. Studio3A, di fronte al mancato rispetto di qualsiasi termine, è costretto a presentare, a maggio, un reclamo formale all’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni. Fino al clamoroso dietrofront della compagnia, con lettera del 18 giugno 2019: “dagli atti si evince che il pallino era di rimbalzo. La circostanza esclude la responsabilità dell’assicurato”.

Una tesi inverosimile e duramente avversata da Studio3A, che è pronto ad adire le vie legali contro ArgoGlobal per far valere le ragioni del suo assistito ma anche delle decine di migliaia di cacciatori che,  senza saperlo, pagano una compagnia di assicurazione – un vero business –, la quale però, nella realtà, li copre solo in parte, tenendo fede a tale interpretazione. Feritore compreso. Nel frattempo, infatti, la querela e relativo procedimento penale, a fronte del mancato risarcimento in sede civile, hanno fatto il loro corso. Il Pm della Procura cagliaritana dott. Enrico Lussu, chiuse le indagini preliminari, ha disposto la citazione dell’imputato davanti al Giudice di Pace di Cagliari, dott. Nicola De Murtas, per il reato ai sensi dell’art. 590 del c.p. “per aver cagionato per colpa a E. M. lesioni personali consistite in un trauma del bulbo oculare: colpa consistita in negligenza, imprudenza e imperizia perché, nel corso di una battuta di caccia, esplodeva un colpo di fucile a pallini senza accertare l’eventuale presenza di terzi nella zona e che non voi fossero persone presenti lungo la traiettoria dei proiettili, colpendo E. M. all’occhio”. Dopo vari rinvii, l’udienza è fissata per lunedì 9 settembre. Oltre a dover risarcire di tasca propria il compagno, rischia anche una condanna.