Articolo Pubblicato il 28 ottobre, 2020 alle 18:00.

Le bici elettriche a pedalata assistita non possono essere qualificate come ciclomotori: a escludere definitivamente questa interpretazione ora c’è anche una sentenza, del Tribunale di Palermo, la n. 2881/20 depositata il 29 settembre 2020 dalla quinta sezione civile.

La quale ha annullato una serie di multe elevate dagli agenti della polizia municipale della città, dando così ragione ad altrettante persone che avevano impugnato la pronuncia del giudice di Pace palermitano, che aveva invece rigettato la loro opposizione avverso i verbali: una vicenda che si strascinava da quasi tre anni e che, oltre a sanzioni per svariate centinaia di euro, aveva portato a numerosi sequestri, per guida senza casco e mancata copertura assicurativa.

 

La pedalata assistita

La pedalata assistita, detta anche walk assist, è un dispositivo che consente di avviare la bicicletta senza usare i pedali e la fa muovere fino ad una velocità massima di 6 km/h. Dunque è un congegno di assistenza alla spinta, poi bisogna usare le gambe o avviare il motore elettrico altrimenti il walk assist non è in grado di accelerare oltre quella soglia.

La presenza di questo congegno aveva però indotto i vigili palermitani a considerarli ciclomotori e soggetti a tutti i relativi obblighi: targa, assicurazione e casco. Così erano fioccate le multe e in parecchi casi, come si è detto, anche i sequestri delle bici.

Decisiva per la causa soprattutto la differenza di velocità rispetto ai ciclomotori

Nel processo è stata disposta una consulenza tecnica d’ufficio ad hoc che ha stabilito che vi è una profonda differenza tra le due categorie di veicoli, in quanto lo start assist serve solo ad avviare il mezzo (fornendo un aiuto utile anche in condizioni di difficoltà, come le ripartenze in salita), mentre con il motore elettrico la bicicletta può raggiungere al massimo i 25 km/h, laddove invece i ciclomotori invece arrivano a 45 km/h.

Perciò, il giudice ha ritenuto che non può applicarsi alle bici elettriche la normativa sui ciclomotori ed anzi ha richiamato un Decreto ministeriale integrativo del Codice della Strada che esclude esplicitamente dalla categoria dei ciclomotori i veicoli sotto tale soglia.