Articolo Pubblicato il 18 maggio, 2016 alle 15:13.

TESTATA: Veneziatoday – 18/05/2016

Autista picchiato sull’autobus, “ma l’azienda l’ha abbandonato”
„Studio 3A riporta la storia di un 51enne che nel 2013 fu aggredito durante l’orario di lavoro. Rimase in infortunio per due mesi: “Ora Actv si rifiuta di dargli assistenza legale”

Autista picchiato sull’autobus, “ma l’azienda l’ha abbandonato”

Un esagitato lo ha aggredito selvaggiamente durante il turno di lavoro, è finito in ospedale, è rimasto in infortunio due mesi. E in guai non sono finiti lì per Marzio Minorello, oggi 51enne, conducente dell’Actv residente a Brugine, nel Padovano. Il 20 agosto 2013 rimane vittima di una violenta aggressione: sta guidando un autobus autosnodato della linea 6 Spinea-Venezia partito alle 21.10 quando, giunto in via Paleocapa a Marghera, suona il clacson per attirare l’attenzione del proprietario di un Ducato che, male parcheggiato in mezzo alla strada, impedisce al pullman di passare. M.S., 43 anni, di Spinea, che si trova in un bar vicino, anziché scusarsi e spostare il veicolo, visibilmente alticcio prende a pugni la portiera del bus e la cabina del conducente, insultandolo e giurandogli di fargliela pagare.

Poi segue Minorello, che, dopo aver riferito i fatti alla polizia intervenuta sul posto, continua regolarmente il suo turno. Aspetta che arrivi a piazzale Roma con la corsa del Catene-Venezia, che scenda dal bus e che si diriga verso la saletta degli autisti dietro la biglietteria, e qui, alle 22.45, gli tende un agguato, cogliendolo alle spalle e sferrandogli un violento pugno sulla nuca. Il malcapitato cade rovinosamente in avanti e solo l’intervento di un passante scongiura un pestaggio. Minorello viene trasportato in ambulanza all’ospedale dell’Angelo dove gli riscontrano un trauma cranico, cervicale e al braccio destro per una prognosi di diversi giorni. Dovrà portare a lungo il collare e rientrerà al lavoro soltanto 64 giorni dopo.

L’autista sporge denuncia al commissariato di Venezia nei confronti del suo aggressore, che viene presto individuato: “Lo fa proprio su consiglio dell’azienda – specifica Studio 3A, che si è preso carico del caso – gli viene annunciato che anche Actv procederà nei confronti di M.S. per interruzione di pubblico servizio e gli darà una mano durante il processo fornendogli assistenza legale”. “Quando però arriva il momento del rinvio a giudizio del 43enne spinetense – continua Studio 3A – per i reati di ingiurie, minacce e lesioni, oltre che di interruzione di pubblico servizio, con fissazione dell’udienza l’11 maggio 2016, e quando Minorello ricorda all’azienda la promessa che gli aveva fatto, si ritrova di fronte ad un clamoroso voltafaccia”.

“Cinque giorni prima dell’udienza, Actv mi ha liquidato dandomi il numero del legale dell’azienda – racconta il protagonista – Dopo una telefonata in cui mi sono sentito preso in giro e deriso, l’avvocato mi ha risposto che l’azienda non può fornirmi assistenza legale perché, nel mio caso, avendo perfettamente ragione, potrei trarre un vantaggio economico da questo processo, e dunque non è giusto che Actv mi faccia prendere dei soldi a sue spese. Dovevo arrangiarmi con i miei mezzi”.

“Mi sono sentito abbandonato e tradito – dichiara – Per un lungo periodo ho sofferto di emicranie e disturbi al collo, per non parlare delle notti insonni e della paura a prestare servizio nelle ore notturne e nelle linee dove ho avuto la sfortuna di incontrare quel criminale”. Minorello a questo punto si è rivolto a Studio 3A, che si farà carico dell’assistenza legale nel procedimento contro il suo aggressore: l’udienza è stata rinviata al 22 giugno. “Ci rivarremo anche nei confronti di Actv – conclude il presidente di Studio 3A, Ermes Trovò – Non è accettabile che un’azienda non solo non assicuri la sicurezza sul posto di lavoro ai suoi dipendenti, ma li abbandoni a se stessi”.