Articolo Pubblicato il 19 maggio, 2016 alle 15:37.

TESTATA: Il Mattino.it – 19/05/2016

L’aggressione tre anni fa: «L’azienda non mi ha fornito assistenza legale» La replica: «Lo abbiamo tutelato, c’è già il pm che porta avanti la causa»

BRUGINE. L’autista picchiato che ora si sente abbandonato dall’Actv e l’azienda che da parte sua spiega di aver fatto tutto il possibile. La vicenda è quella di Marzio Minorello: il 20 agosto del 2013 il conducente dell’Actv, 51 anni di Brugine, è rimasto vittima di un’aggressione. Stava guidando un autobus della linea 6 Spinea-Venezia partito alle 21.10 quando in via Paleocapa, a Marghera, suona il clacson per attirare l’attenzione del proprietario di un Ducato che, male parcheggiato, impedisce al pullman di passare. Il proprietario, 43 anni di Spinea, che si trova in un bar vicino, e che poi si scoprirà avere anche vari precedenti penali, si avvicina all’autobus e comincia a prendere a pugni la cabina del conducente, minacciandolo: «Ti stacco il collo, giuro che me la paghi». Il 43enne gliela giura e lo aspetta, in serata, a piazzale Roma dove, mentre l’autista si sta dirigendo nella saletta degli autisti dietro la biglietteria, lo aggredisce con un pugno al collo. Due mesi di collare e poi il rientro al lavoro. Per i fatti di quel giorno l’autista ha sporto denuncia. Anche l’Actv lo ha fatto per interruzione di pubblico servizio visto che il bus, dopo l’aggressione, aveva accumulato un ritardo di venti minuti. Minorello ricorda oggi che il presidente di Actv, Luca Scalabrin, gli aveva promesso il sostegno legale, che però poi gli è stato negato quando è arrivato il momento del rinvio a giudizio del 43enne da parte della Procura di Venezia, per ingiurie, minacce e lesioni, e interruzione di pubblico servizio. «Cinque giorni prima dell’udienza, dopo due mesi in cui tentavo inutilmente di parlarci, il presidente Scalabrin mi ha liquidato dandomi il numero del legale dell’azienda» spiega l’autista «Con grande amarezza, dopo una telefonata in cui mi sono sentito preso in giro e deriso, l’avvocato mi ha risposto che l’azienda non può fornirmi assistenza legale perché, nel mio caso, avendo perfettamente ragione, potrei trarre un vantaggio economico da questo processo e dunque non è giusto che Actv mi faccia prendere dei soldi a sue spese». A farsi carico del sostegno legale sarà lo studio 3A, che annuncia di rivalersi anche nei confronti di Actv. Actv da parte sua fa sapere di aver

fatto «tutto ciò che è previsto a livello di accordi sindacali e anche di più. Gli accordi sindacali vigenti infatti prevedono che venga fornita assistenza legale solo per i dipendenti che si trovino indagati o imputati di reato, quindi presunti colpevoli di un fatto».

Francesco Furlan