Articolo Pubblicato il 17 dicembre, 2020 alle 20:00.

Una “montagna” di contenziosi che proprio non si erode. Il 15 dicembre 2020 l’Ivass, l’Istituto di Vigilanza, ha pubblicato il bollettino statistico relativo al contenzioso assicurativo nel ramo Rc Auto e natanti aggiornato al 2019 e i numeri sono impressionanti.

 

Le cause pendenti sulla Rc Auto ammontano a 221.453

A tutto il 31 dicembre dello scorso anno risultavano pendenti in ogni grado di giurisdizione qualcosa come 221.453 cause civili e penali, un dato in calo rispetto al 2018, quando erano 230.777, ma di appena il 4%.

Il numero dei sinistri in causa sorti nel 2019, peraltro, 67.139, presenta addirittura un incremento del +0,56% sul 2018. L’eccessiva durata dei processi condiziona negativamente il contenzioso assicurativo, determinando una bassa velocità di eliminazione delle cause pendenti, ma non è certo questa l’unica causa di un problema che comporta enormi disagi, soprattutto per gli assicurati danneggiati.

Per quanto riguarda le cause civili, che sono la stragrande maggioranza, il numero complessivo di quelle pendenti a fine 2019 è pari a 219.526 (-3,77% rispetto al 2018), mentre le le cause penali sono 1.927. La differenza tra le cause civili promosse e chiuse evidenzia un saldo pari a -14.428 (-10.476 nel 2018 e -2.708 nel 2017), con un aumento nell’eliminazione del contenzioso pendente, peraltro molto lenta, prevalentemente determinato dalla riduzione del numero delle nuove cause.

Le “riserve”

L’importo a riserva per le cause pendenti è pari a ben 5,3 miliardi di euro, con un peso del 31% sulla riserva sinistri complessiva dei rami r.c. auto e natanti. Il riservato medio per le cause pendenti del 2019 è di 24.031 euro (24.580 euro a fine 2018). In particolare, il riservato medio per le cause civili di primo grado è pari a 22.279 euro (22.577 euro nel 2018); per quelle di secondo e terzo grado è di 38.935 euro (40.567 euro nel 2018) mentre per le cause penali raggiunge 129.686 euro (117.770 euro nel 2018, anche qui in aumento).

Un’altissima percentuale di contenziosi in Campania

Per quanto concerne il contenzioso civile pendente di I grado (209 mila cause), spiccano in particolare due regioni: in Campania infatti figura il 40,3% del numero totale nazionale (nella sola area metropolitana di Napoli 26%) e nel Lazio il 13,3% (Roma l’8,9%), per un importo a riserva sinistri in causa complessivi per queste sole due regioni pari a 1,8 miliardi, il 38,7% del totale nazionale (4,6 miliardi).

In generale, in Campania sono pendenti 84.111 cause, di cui 54.340 a Napoli. La frequenza delle cause a livello nazionale è pari al 20,7% dei sinistri a riserva, con punte del 64% per Caserta e del 61,8% per Napoli. In queste due province si registra la maggiore incidenza nazionale dei sinistri oggetto di approfondimento per rischio frode e il ricorso alla causa è spesso un mezzo per contrastare i fenomeni fraudolenti.

 

I giudici danno ragione alle assicurazioni solo nel 9% dei casi considerando il valore pagato

Ma se in questi contesti, a fronte di tali numeri, la politica delle compagnie di costringere gli assicurati ad adire le vie legali può in qualche modo essere compresa, nella maggioranza dei casi si rivela chiaramente un sistema ostruzionistico per non pagare il dovuto o per rimandare alle calende greche la liquidazione dei danni.

Fa specie, infatti, il dato che riguarda l’esito dei processi. Le sentenze favorevoli alle imprese di assicurazioni, infatti, costituiscono numericamente solo il 16,5% del totale, e si scende all’8,7% se si considera il valore pagato totale delle cause.

Per il resto, i contenziosi risultano o chiusi con la soccombenza della compagnia, il 22,5% del totale e in valore il 32% (quattro volte tanto rispetto alle vittorie delle assicurazioni), o risolti con una transazione, il 46,9% del totale, e in valore il 59%: la transazione su an e quantum è lo strumento più utilizzato dalle parti per risolvere le cause, a testimonianza che senza i “muri” eretti dalle imprese molte di queste vertenze si potrebbero tranquillamente evitare. Infine, il 14,1% delle cause si risolvono con la rinuncia agli atti di giudizio.

 

Le compagnie soccombenti devono ancora liquidare 187 milioni di euro ai danneggiati

Altro problema, poi, è la riluttanza delle compagnie a pagare anche quando la sentenza è a loro sfavorevole, basti pensare che il valore a riserva per cause civili chiuse con transazione o soccombenza della compagnia ancora da liquidare è pari a 187 milioni di euro.

Va infine segnalato come  le cause civili pendenti di I grado segnino un picco (pari ad un quinto del totale) con riferimento ai sinistri accaduti nel 2017, in corrispondenza del termine prescrizionale di due anni. Nel 2019 sono state promosse numerose cause civili di I grado, pari al 26,7% del totale, con anno di avvenimento del sinistro 2016 e precedenti, evidenziando una lenta formazione o registrazione del contenzioso; le cause civili ultra-quinquennali (2014 e precedenti) di I grado in numero sono altrettante, il 27% delle cause totali (il 48% per importo).

Presso i Tribunali tali cause raggiungono in importo 1,6 miliardi e in numero rappresentano il 56% del totale.