Articolo Pubblicato il 11 marzo, 2020 alle 12:00.

La buona (si fa per dire, considerato l’argomento) notizia è che gli omicidi in Italia sono in diminuzione; quella cattiva è che purtroppo questa riduzione non riguarda i femminicidi, che anzi aumentano.

 

Nel 2018, 345 omicidi, 133 le donne assassinate

Il 5 marzo 2020 l’Istat ha diffuso i dati ufficiali per il 2018 relativi a uno dei crimini più terribili, l’assassinio. Nell’anno di riferimento, nel nostro Paese sono stati commessi 345 omicidi, mediamente quasi uno al giorno. Sempre tanti e troppi, ma quanto meno il dato risulta in lieve calo rispetto al 2017, quando furono 357.

In preoccupante aumento la quota femminile delle vittime

Quanto al genere, nel 2018 gli uomini uccisi sono stati 212, 22 in meno rispetto all’anno precedente, le donne 133, dieci in più. La quota femminile, che percentualmente nel 1990 ammontava all’11% del totale dei delitti, ora è salita al 38,6%. Nei primi anni Novanta, si contavano 5 vittime di sesso maschile per ogni donna uccisa. Vengono sempre assassinati più gli uomini delle donne, ma ora il rapporto è sceso a 1,6, per un tasso, rispettivamente, di 0,72 e 0,43 omicidi per 100mila abitanti dello stesso sesso. Un dato che fa riflettere e peggiore della media mondiale, dove le donne rappresentano (solo) il 20% delle vittime di omicidi.

E va ancora peggio per gli stranieri. Nel triennio 2016-2018 la quota di stranieri tra le vittime di omicidio è del 21,1% e, distinguendo per genere, il 20,2% è composto da maschi e il 23,1% da femmine.

 

Il rischio per le donne sono l’ambiente domestico e i partner

Se poi per gli uomini il rischio è soprattutto lo spazio pubblico, e il 37% rimane vittima di sconosciuti (nel 33% dei casi l’autore del delitto identificato), per le donne gli omicidi avvengono soprattutto nell’ambiente domestico: nel 54,9% dei casi gli assassini sono partner o ex partner (rispettivamente, il 47,4% e il 7,5%), nel 24,8% parenti. Solo nel 12,5% dei casi l’autore è uno sconosciuto. Delle 133 donne uccise nel 2018, più dell’80 % conosceva il proprio carnefice.

Più femminicidi al Nord

Il femminicidio, peraltro, non ha confini geografici, anzi, presenta dinamiche territoriali differenti rispetto alla media. Nel 2018, a un tasso nazionale medio di 0,57 omicidi per 100mila abitanti, corrispondono valori pari a 0,43 per il Centro-Nord e a 0,83 per il Mezzogiorno, storicamente caratterizzato da incidenze più elevate di omicidi di criminalità organizzata, per quanto il divario si sia attenuato rispetto al passato,

Le donne, invece, sono più esposte al rischio di essere uccise da un compagno e un ex compagno al Nord-Ovest e al Nord-est (con un tasso di 0,25 ogni 100mila donne), mentre il rischio scende allo 0,17 al centro Italia: a Bolzano e in Friuli Venezia Giulia, sempre in riferimento alle morti inflitte da partner o ex partner, si arriva addirittura allo 0,50 e allo 0,43.