Articolo Pubblicato il 12 febbraio, 2020 alle 10:00.

Il danneggiato, un 80nne di Favaro, si è rotto un braccio. L’amministrazione, sotto gestione commissariale e sotto… organico, non dà risposte. Inevitabile la causa.

Il suo capitombolo sul marciapiede dissestato l’hanno visto diverse persone, le prime a soccorrerlo; i danni alla pavimentazione del luogo, causati dalle radici degli alberi, sono stati oggetto di articoli di stampa; di più, il Comune, poco dopo il fatto, è intervenuto per sistemare le mattonelle di porfido sconnesse, ammettendo indirettamente il problema. Eppure, da tre anni e mezzo, il malcapitato, un (oggi) ottantenne di Favaro Veneto, che tra le varie lesioni ha riportato la frattura di un braccio, e Studio3A, che lo assiste, stanno tentando invano di ottenere un congruo risarcimento per i traumi patiti: per una volta il principale ostacolo è non solo e tanto l’assicurazione, ma l’Amministrazione comunale, quella di Eraclea, che tra carenza di personale e gestione commissariale non manda avanti la pratica. Il danneggiato sarà anche costretto a intentare una causa civile: non certo un bel biglietto da visita per una località turistica.

L’infortunio, infatti, si è verificato il 2 settembre 2016, alle 21, durante la stagione balneare, in via Dancalia, all’altezza del civico 80, a Eraclea Mare. L’anziano, che si trovava in villeggiatura e stava facendo una passeggiata con la moglie, è inciampato su un’insidiosa bettonella di porfido rialzata di alcuni centimetri rispetto al resto della pavimentazione, rovinando malamente a terra: un’insidia non segnalata e poco visibile, considerata anche l’ora serale.

Alla scena hanno assistito passanti, residenti e negozianti del posto: le testimonianze a supporto non mancano. Anzi, gli operatori commerciali si aspettavano che prima o dopo capitasse un brutto incidente: da tempo segnalavano al Comune lo stato pietoso in cui versavano strade e marciapiedi. L’ottantenne, sofferente, è stato trasportato per le cure del caso all’ospedale di San Donà di Piave, dove gli hanno riscontrato una prognosi pesante: in particolare, la frattura dell’omero destro (più precisamente, di collo e trochite omerale), oltre a un brutto trauma distorisivo al rachide cervicale da colpo di frusta e contusioni varie. Il paziente dovrà portare a lungo il tutore e un bendaggio alla spalla destra e sottoporsi a visite fisiatriche e a cicli di terapie per recuperare quanto più possibile della funzionalità dell’arto, data anche l’età: a postumi stabilizzati gli residuerà un’invalidità permanente nell’ordine di 13 punti, senza poi contare il danno biologico temporaneo per il lungo periodo di inattività a cui è stato costretto, caratterizzato peraltro da un grado di sofferenza non trascurabile durante il corso della malattia post-traumatica, buoni sei mesi.

Insomma, un danno rilevante. Perciò il turista, attraverso la responsabile dei consulenti personali sinistri gravi, Daniela Vivian, per essere adeguatamente risarcito si è affidato a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che ha subito chiesto i danni al Comune di Eraclea, adducendo la documentazione medica, le foto dei luoghi nonché le testimonianze di quanti avevano assistito al fatto. Sembrava una pratica facile, anche perché, nella primavera 2017, cioè pochi mesi dopo, l’Amministrazione comunale ha proceduto al taglio dei pini marittimi e alla sistemazione dei marciapiedi di via Dancalia onde evitare ulteriori pericoli per i pedoni, ammettendo di fatto, quindi, le pregresse carenze di manutenzione. E invece si è arenato tutto.

Prima dall’assicurazione che copre il Comune di Eraclea per la Rct, la Responsabilità Civile verso Terzi, hanno respinto la domanda con la “solita” frase di rito “dagli accertamenti non sono emerse responsabilità a carico del nostro assicurato”, poi però hanno allargato le braccia, sostenendo di non poter dare corso all’eventuale iter risarcitorio in mancanza di “input” da parte dell’Amministrazione. In buona sostanza, a causa del sotto organico in cui si trova il personale del Comune e anche della gestione del Commissario, subentrato dopo le ben note inchieste per mafia e che può portare avanti solo atti “ordinari”, dal municipio non riuscirebbero a dare corso alla perizia istruttoria sullo stato dei luoghi, senza la quale il liquidatore della compagnia non può procedere a trattare il sinistro.

Così, dopo numerosi e vani solleciti, l’ottantenne è stato anche costretto ad avviare le procedure per intentare una causa civile nei confronti del Comune, a cui lo scorso gennaio è stato inviato l’invito ad aderire alla negoziazione assistita, ultimo tentativo per cercare di risolvere stragiudizialmente la controversia e passaggio obbligato per poter adire il tribunale.