Articolo Pubblicato il 5 aprile, 2016 alle 12:03.

TESTATA: La Nuova Venezia on line – 05/04/2016

V.G. di Quarto d’Altino aveva 95 quando è scivolata dal letto mentre veniva lavata: è morta dopo 5 giorni

QUARTO D’ALTINO. Un’anziana ospite di una casa di riposo, cade dal letto mentre l’operatrice la sta lavando, sbatte violentemente la testa e cinque giorni dopo, muore. E’ accaduto il 10 gennaio 2015.

Ora la famiglia di V.G. – 95 anni, di Quarto d’Altino – ha deciso di fare causa alla casa di riposo Carlo Cosulich di Casale sul Sile, gestita dall’associaizone Ca’ dei Fiori e che ha respinto qualsiasi responsabilità nel decesso della donna. Così la nipote si è rivolta allo Studio 3A, che si occupa di responsabilità civili e penali.

“Dopo la caduta a terra, con trauma cranico-facciale”, ricostruisce l’episodio la stessa società legale, dopo la consulenza medico legale del proprio consulente, Diego Tiso, “la donna aveva lamentato forti dolori: trasportata al Pronto Soccorso dell’ospedale di Treviso, le riscontrano tagli ed ematomi sopra l’occhio, oltre che al gomito e in altre parti del corpo, e la frattura della mascella. La sera stessa viene ricondotta in casa di riposo, ma le sue condizioni si aggravano presto: lunedì viene riportata in codice rosso al Ca’ Foncello e non dà più segni di reazione, finché giovedì 15 gennaio muore per dispnea e altre complicazioni”.

Con la famiglia, la casa di riposo sostiene di non avere alcuna responsabilità nella caduta. Da parte sua, i familiari – al contrario – i familiari sostengono che ” la banda del letto rimasta abbassata, l’addetta che per alcuni momenti si è girata dall’altra parte perdendo di vista l’anziana e il fatto stesso che fosse da sola ad effettuare un’operazione che, da protocollo, richiede la presenza di due operatori”.

“Abbiamo dovuto diffidare la casa di riposo anche per avere copia della cartella clinica della 95nne e del diario medico della sua degenza in casa di riposo, al punto da costringere i familiari a procedere con una diffida per ottenere la documentazione, che pure sarebbe spettata loro di diritto”, prosegue in una nota lo Studio 3A, “il parere del medico legale di parte non ha fatto che confermare le sensazioni avute a caldo anche dai sanitari del Ca’ Foncello, che cioè quella caduta sia strettamente legata e abbia accelerato il decesso dell’anziana, che prima infatti, pur nella sua infermità, stava bene. La struttura ha sin qui rifiutato ogni richiesta di risarcimento dei familiari, decidendo anche di interrompere la procedura di negoziazione assistita tra le parti che la nipote aveva accettato di avviare con un’apertura importante, pur di arrivare a una soluzione bonaria della controversia. Risultato, a questo punto l’azione giudiziale sarà inevitabile”.