Articolo Pubblicato il 6 aprile, 2016 alle 17:13.

TESTATA: La Nuova Venezia – 06/04/2016

QUARTO D’ALTINO

La vittima è una 95enne di Quarto. Il fatto è accaduto alla casa di riposo Cosulich di Casale, i parenti minacciano la causa

Cade dal letto della casa di riposo e muore cinque giorni dopo, i parenti accusano: «la struttura nega ogni responsabilità». E’ accaduto il 10 gennaio dell’anno scorso, la vittima è un’anziana di 95 anni originaria di Quarto d’Altino, che si trovava nella casa di riposo “Carlo Cosulich” di Casale sul Sile gestita dall’associazione Ca’ dei Fiori Onlus. V. G„ 95 anni, era ospite dell’hospice casalese: inferma ma lucida e in sé. Quella mattina mentre l’operatrice era intenta a effettuare l’attività di spugnatura, la paziente è caduta dal letto sbattendo la testa: un trauma cranico-facciale. L’anziana era stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso per poi tornare in casa di riposo e morire cinque giorni dopo al nosocomio del capoluogo per complicazioni.

La nipote si è rivolta a Studio 3A, società specializzata in valutazione delle responsabilità civili e penali. «I familiari», spiegano dalla società, «hanno chiesto spiegazioni sull’incidente al direttore della casa di riposo, sono emerse leggerezze e disattenzioni commesse durante la spugnatura: il fatto stesso che l’addetta fosse da sola ad effettuare un’operazione che, da protocollo, richiede la presenza di due operatori». E ancora: «L’Associazione Ca’ dei Fiori si è persino rifiutata di rilasciare copia della cartella clinica della 95enne e del diario medico della sua degenza, al punto da costringere i familiari a procedere con una diffida per ottenere la documentazione. Il parere del medico legale di parte non ha fatto che confermare le sensazioni avute a caldo anche dai sanitari del Ca’ Foncello, che cioè quella caduta sia strettamente legata e abbia accelerato il decesso dell’anziana, che prima, pur nella sua infermità, stava bene».

Precisa Studio 3A: «Pur essendo evidenti le responsabilità nell’accaduto e il suo stretto rapporto di causa-effetto con la morte, la struttura ha sin qui rifiutato ogni richiesta di risarcimento dei familiari, decidendo anche di interrompere la procedura di negoziazione assistita tra le parti». «Ci chiediamo davvero cosa sia necessario più di cosi per ammettere le proprie responsabilità», commenta Ermes Trovò, presidente della società.

«È stata aperta una procedura di sinistro», ribatte Ca’ dei Fiori, «la pratica è seguita dalla nostra compagnia assicurativa e dai suoi legali, che stanno valutando tutti gli aspetti della vicenda, tanto che non c’è ancora alcun ricorso al tribunale. Ci riserviamo ogni azione a tutela dell’immagine ed onorabilità della nostra associazione».

La vicenda sembra quindi destinata a proseguire davanti agli organi competenti.

Marta Artico