Articolo Pubblicato il 18 marzo, 2020 alle 11:15.

La tragedia si è consumata il 10 di marzo, in una palazzina dell’Ater di Prato: la Procura ha aperto un procedimento penale contro ignoti per omicidio colposo

Sarà dato mercoledì 18 marzo 2020, alle ore 10, nelle cappelle del Commiato della Pubblica Assistenza “L’Avvenire” di Prato, che cura la cerimonia, l’ultimo saluto ad Antonio Cecchi, l’operaio pratese in pensione di 69 anni, disabile, deceduto tragicamente il 10 marzo nell’incendio che ha devastato l’appartamento dove viveva con il fratello Lamberto e la cognata, al primo piano di una palazzina dell’Ater in via Andrea da Quarata: la salma verrà poi tumulata nel cimitero di Casale Tobbiana. In forza alle rigide disposizioni per il contenimento del coronavirus, si procederà solo al rito della benedizione della salma in forma strettamente privata riservato ai soli familiari, che hanno potuto fissarlo dopo l’arrivo del nulla osta da parte della autorità giudiziaria e che, per essere assistiti, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A.

Il Pubblico Ministero della Procura di Prato, dott.ssa Carolina Dini, ha infatti aperto un procedimento penale per il reato di omicidio colposo, per ora contro ignoti, e ha disposto l’esame autoptico sulla vittima, che è stato effettuato sabato 14 marzo dal consulente tecnico medico legale incaricato a tal fine dal magistrato, il dott. Brunero Begliomini. Il Sostituto procuratore ha inoltre convalidato il sequestro dell’alloggio, cui avevano proceduto fin da subito i vigili del fuoco di Prato, accorsi per spegnere il rogo: l’appartamento, peraltro, è andato distrutto, e non è ovviamente utilizzabile, come del resto tutto l’edificio dove risiedono una ventina di famiglie, dichiarato inagibile.

Antonio Cecchi nel 2009 era stato colpito da un ictus che gli aveva causato pesanti problemi di deambulazione: camminava a fatica e con l’ausilio di un bastone. Il sessantanovenne, che non aveva moglie né figli, da un paio d’anni, avendo bisogno di assistenza continua, era stato accolto nella loro casa dal fratello Lamberto, di 71 anni, e dalla moglie. Non bastassero tutti questi impedimenti, la vittima è stata anche sorpresa dalle fiamme, sprigionatesi in tarda serata, dopo le 21.30, nel sonno. Non stava guardando la televisione, com’è stato riferito: l’unica tv dell’alloggio si trova in cucina ed era spenta. Al momento nell’appartamento non vi erano elettrodomestici accesi, se non il frigo. Antonio Cecchi si era già coricato nel soggiorno del piccolo appartamento, dove dormiva abitualmente. Lamberto, che stava andando a letto con la moglie, ha sentito odore di bruciato e ha fatto un giro di controllo, ma senza scorgere nulla. E quando, dopo una decina di minuti, ha visto scoppiare l’inferno dovunque, ha fatto l’impossibile per salvare il fratello, lo ha chiamato ripetutamente, senza però ottenere risposta, e ha lanciato tutti i secchi d’acqua che poteva, ma il fumo e le fiamme erano sempre più alti, non consentivano neppure di vedere all’interno delle varie stanze, oltre che di respirare. Non gli è quindi rimasto che correre fuori e mettere intanto in salvo la moglie, come hanno fatto gli altri condomini, per poi tornare indietro e tentare di richiamare ancora il fratello, ma purtroppo senza esito. I vigili del fuoco lo hanno trovato senza vita nel suo divano letto, soffocato dal fumo: inutili i tentativi di rianimarlo da parte dei sanitari.

I familiari della vittima, che si trovano in una struttura messa a disposizione dal Comune, però, ora vogliono fare chiarezza sulle cause dell’incendio, che è sicuramente accidentale e che è stato dovuto con molta probabilità a un corto circuito o comunque a problemi di natura elettrica. Anche perché da tempo i residenti segnalavano all’amministratore di quel condominio dell’Ater anomalie dell’impianto elettrico, in particolare “scosse” e come dei “friggimenti” quando inserivano le spine alle prese della corrente. Ed è proprio per fare piena luce sui fatti che il fratello della vittima e la cognata, attraverso il consulente personale Massimiliano Bartolacci, si sono rivolti a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che si è già attivato per acquisire tutta la documentazione, e poi farla vagliare ai propri esperti.