Articolo Pubblicato il 20 marzo, 2020 alle 9:30.

Se si chiede un mutuo ad una banca si è obbligati ad acquistare anche una polizza o ad aprire un conto corrente presso l’istituto in questione? No, si tratta di una richiesta che va contro le norme del Codice del Consumo e a cui ci si può opporre, magari affidandosi a un esperto in materia e anche denunciando la pratica scorretta.

Segnalazioni che magari ci mettono del tempo a diventare “mature”, ma che poi portano a pesanti sanzioni. Come quella comminata in questi giorni di marzo 2020 dall’Antitrust a quattro dei principali gruppi bancari italiani, che dovranno pagare oltre venti milioni di euro di multa: nel dettaglio, Intesa San Paolo, BNL Bnp Paribas, Unicredit e Ubi Banca.

 

Le vendite “abbinate” sono vietate

L’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, proprio sulla scorta delle segnalazioni pervenute da clienti e associazioni di consumatori, aveva aperto un procedimento a carico dei quattro istituti nel giugno del 2019 contestando, in particolare, la pratica scorretta delle vendite abbinate di prodotti facoltativi, come per l’appunto polizze o l’apertura obbligatoria di conti correnti, come condizione per concedere i mutui, anche per poter effettuare una surroga.

Gli istituti imponevano le polizze sui mutui

Le verifiche del garante hanno trovato puntuali conferme. Nonostante, infatti, l’Ivass, l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni, e la Banca d’Italia avessero a più riprese ribadito che non è possibile condizionare la concessione di mutui alla sottoscrizione di polizze di vario genere collocate dalla stessa banca, gli istituti continuavano a farlo: ad esempio, non accettavano, in caso di surroga del mutuo sulla casa, il trasferimento della relativa polizza, anche se pagata con premio unico con la vecchia banca, chiedendo, anzi imponendo di acquistare una nuova polizza direttamente o tramite compagnie convenzionate.

E obbligavano i clienti ad aprire un conto corrente

Per Unicredit e Bnl è stata anche appurata la pratica commerciale scorretta di aver indotto i consumatori, intenzionati a concludere contratti di mutuo e/o di surroga, ad aprire un conto corrente presso la medesima Banca, ponendo tale apertura come condizione sine qua non per la concessione del finanziamento.

 

Perdite ingenti per i consumatori e guadagni milionari per gli istituti

L’Antitrust parla proprio di “aggressività” di queste banche nel proporre le vendite cosiddette “baciate” allo sportello, calcolando anche – stima per di più prudenziale – il danno economico subìto dai clienti, che per Unicredit ammonta a 100 milioni di euro annui, a fronte di ricavi per l’istituto pari a circa 36 milioni, e per Bnl a 106,5 milioni di euro all’anno, dinanzi a guadagni per la banca di 33 milioni di euro.

Nel caso di Intesa Sanpaolo, la stima del pregiudizio patito dai mutuatari è pari addirittura a 250-300 di euro annui, a fronte di ricavi per la banca di 50-100 milioni. Infine, il danno per i clienti di Ubi si attesta sui di 30-35 milioni di euro, 10-15 dei quali di guadagno netto per l’istituto. Cifre da capogiro.

Tre banche su quattro erano anche recidive

Di qui la mano pesante dell’Autorità, anche in virtù della recidività delle stesse banche (Ubi esclusa), che già in passato erano state destinatarie di provvedimenti per violazione del Codice del consumo.

In particolare, in questo caso, le pratiche scorrette sanzionate sono state poste in essere dagli istituti di credito dal 2015-2017 e riguardavano “condotte aggressive” legate alla pratica dell’Anatocismo bancario, ovvero il calcolo degli interessi sugli interessi a debito nei confronti dei consumatori: allora la sanzione era stata complessivamente di 11 milioni di euro.

 

Il dettaglio delle sanzioni

Nel dettaglio, le ultime sanzioni sono state di 4,8 milioni ad Intesa San Paolo, per la vendita combinata di mutui e polizze; di 5,65 milioni per BNL Bnp Paribas (4 milioni di euro per la vendita combinata di polizze e mutui e 1,65 milioni per l’obbligo di apertura del conto corrente); di 6,55 milioni per Unicredit (4,75 milioni di euro per la vendita combinata di mutui e polizze e 1,8 milioni per l’obbligo di apertura del conto corrente); infine, di 3,75 milioni per Ubi Banca per la vendita combinata di mutui e polizze.

Oltre al pagamento delle sanzioni, l’Antitrust ha imposto ai quattro istituti di pubblicare a loro spese per un giorno un estratto della delibera Antitrust sui principali quotidiani nazionali.