Articolo Pubblicato il 18 aprile, 2020 alle 10:00.

A fronte delle numerose prese di posizione tra cui quella di Studio3A, che ha lanciato anche una petizione on line auspicando anche e proprio un intervento in tal senso da parte dell’Associazione che rappresenta le imprese assicuratrici, l’Ania ha annunciato che le compagnie promuoveranno delle “iniziative specifiche per restituire alla collettività il beneficio derivante dal calo della frequenza dei sinistri in questo periodo”.

 

Traffico crollato, rischio assicurativo quasi azzerato

La questione è presto detta. Con stop forzato alla circolazione da inizio marzo, determinato dai provvedimenti del Governo per l’emergenza coronavirus, i sinistri auto sono scesi vertiginosamente.

Le prime stime proiettano un calo dei veicoli in circolazione dell’80% e del 50-60% degli incidenti. Risultato, milioni di assicurati continuano regolarmente a pagare le polizze alle compagnie che però hanno un “rischio” assicurativo se non nullo, quasi.

Considerando circa due mesi di stop, dal 10 marzo al 3 maggio – data, quest’ultima, suscettibile però di altre proroghe -, si stima una perdita media per assicurato di 60 euro.

 

Gli interventi (minimi) del Governo

Finora gli interventi governativi, sollecitati dagli stessi parlamentari, per andare incontro agli automobilisti danneggiati dallo stop alla circolazione e “beffati” dal pagamento di polizze Rc Auto per veicoli di fatto fermi, sono stati molto limitati e insoddisfacenti.

Il Decreto Cura Italia ha prorogato di 15 giorni, da 15 a 30, il cosiddetto periodo di tolleranza per le polizze in scadenza tra il 21 febbraio e il 31 luglio, ma, va aggiunto, ha anche dilazionato di 60 giorni i tempi per le compagnie per presentare la propria offerta risarcitoria. Successivamente, con un maxi-emendamento approvato dal Senato è stata ampliata a tutti, anche laddove questa opzione non è prevista nel contratto, la possibilità di sospendere, senza costi di attivazione della sospensione, la polizza per un dato periodo.

Ma si tratta, a ben vedere, di una agevolazione di facciata, perché questa scelta impedirebbe di usare l’auto, in quanto priva di copertura assicurativa, anche per i pochi e necessari spostamenti che si effettuano, ad esempio per andare a far la spesa o in farmacia. E la macchina deve restare in garage: se il veicolo viene lasciato su strada va comunque assicurato. Ragion per cui, alla fine, non saranno in molti a potersi permettere tale opportunità.

Di qui i numerosi appelli alle compagnie di mettersi una mano sulla coscienza, dato che di fatto il Governo ha lasciato, almeno per ora, alle singole imprese la facoltà di assumere interventi più sostanziosi e peraltro equi.

 

Il “caso” Unipol e l’annuncio di Ania

Va dato atto a Unipol di essere stata la prima, nei giorni scorsi, a muoversi, annunciando la restituzione di un mese di copertura ai suoi circa dieci milioni di clienti.

Adesso, tirata per la giacchetta da più parti, con una nota del 16 aprile 2020, è uscita allo scoperto anche l’Ania. L’associazione, descrivendo, testuali parole, “l’immediato e massiccio sostegno offerto al Paese anche dal settore assicurativo” per far fronte alla difficoltà legate alla pandemia, ha annunciato che anche nel settore della RCA, oltre alle facilitazioni introdotte dalle recenti normative, le compagnie metteranno in campo delle iniziative specifiche, studiate in piena autonomia, per restituire alla collettività il beneficio derivante dal calo della frequenza dei sinistri in questo periodo”.

 

Quando i fatti?

Adesso si tratterà di capire come agiranno le singole imprese, se seguiranno la linea di Unipol, che peraltro non fa parte di Ania, di restituire un mese di polizza agli assicurati, o se adotteranno altre soluzioni.

Perché per ora l’impegno di Ania c’è ma, com’è stato rilevato da più parti, è vago e generico. Milioni di assicurati aspettano i fatti.