Articolo Pubblicato il 21 maggio, 2020 alle 9:00.

Da dieci mesi un cittadino di Musile di Piave e Studio3A si battono per ottenere il risarcimento, ma per Mensura ed Helvetia l’evento atmosferico era eccezionale

Un grosso albero di proprietà del Comune durante un temporale si abbatte sulla sua auto causando danni per quasi diecimila euro, ma in dieci mesi non ha visto un centesimo e la compagnia assicurativa dell’Ente locale continua a negarglielo: “colpa della natura”. A denunciare l’ennesimo caso di mala assicurazione Studio3A per conto di un suo assistito, un quarantasettenne di Musile di Piave il quale, attraverso l’Area Manager e responsabile della sede di San Donà di Piave, Riccardo Vizzi, si è affidato alla società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini per essere adeguatamente risarcito.

Il fatto è successo il mattino del 2 agosto 2019 in via Borsellino. Il proprietario della vettura, una Fiat Panda, che peraltro si trovava in vacanza a Salerno, aveva lasciato la macchina regolarmente posteggiata nel parcheggio condominiale del palazzo dove risiede. A causa del maltempo che quel giorno ha interessato diverse aree di tutto il Paese, però, un pioppo cipressino alto 15 metri, che troneggiava nel vicino parco pubblico della stessa via, accanto ad altri quattro che non hanno invece subito alcuna conseguenza, è crollato ed è piombato sul tetto dell’auto, schiacciandola.
Nessuna contestazione sul fatto e sulla proprietà comunale della pianta. Poco dopo il crollo è intervenuta una pattuglia della polizia locale di Musile, che nel suo rapporto scrive come “l’albero di grosse dimensioni del parco pubblico fosse caduto, a seguito di sradicamento, all’interno della proprietà del condominio confinante con lo stesso parco”, e come nella caduta avesse “colpito e sommerso con la sua possente mole l’autovettura Fiat Panda”. Di più, gli agenti, con il responsabile dell’ufficio Ecologia e il coordinatore dei servizi tecnici comunali, a loro volta sopraggiunti in sopralluogo, hanno richiesto l’intervento dei vigili del fuoco di San Donà di Piave per rimuovere la pianta dall’auto e dall’area condominiale, dando anche l’amara notizia al proprietario. I pompieri sarebbero arrivati l’indomani per tagliare il tronco e i rami del pioppo e poi una squadra di operai comunali  ha rimosso i tronconi e il fogliame, consentendo anche alla polizia locale di documentare con foto tutti i danni, non limitati alla vettura ma estesi anche alla recinzione della proprietà condominiale.

Insomma, ottenere il risarcimento sembrava, oltre che doveroso, una formalità. E invece no. Studio3A ha subito chiesto i danni al Comune, regolarmente assicurato per la responsabilità civile verso terzi, con la compagnia Helvetia, e sollecitato più volte la liquidazione, trattandosi anche di molti soldi: il preventivo della carrozzeria per sistemare la Panda era pari a 9.029 euro. Senza contare che il proprietario, non disponendo di quella somma, non aveva modo di ripararla e si trovava senza una delle due auto di famiglia.

Ma Mensura, società di perizie e consulenze tecniche che segue la pratica e il sinistro per conto di Helvetia, ha incredibilmente risposto picche, asserendo che la richiesta di risarcimento non è accoglibilenon essendo emersi elementi di responsabilità a carico del Comune assicurato. L’evento descritto infatti appare causato da evento atmosferico eccezionale”. E non si è più schiodata da tale posizione. Colpa del clima e della natura!

Ora, è indubbio che i fenomeni atmosferici di quella giornata abbiano prodotto ingenti danni in molte località dell’Italia e del Veneto, ma non risulta, anche dai resoconti della stampa, che Musile di Piave sia stata particolarmente colpita. E quand’anche fossero confermati i valori di intensità del vento sbandierati da Mensura, che parla di velocità comprese tra 54 e 73 km/h rilevate (però) nelle stazioni meteo più prossime al luogo – Studio3A ha invece acquisito dati sensibilmente inferiori e non oltre i 25 km/h -, ci si troverebbe comunque dinanzi, secondo la scala di Beaufort, a un vento forte e al massimo a una burrasca moderata: la burrasca forte scatta dai 75 km/h in su, la tempesta da 89, il fortunale da 103 e l’uragano sopra i 118. Secondo recenti studi gli alberi possono resistere a raffiche che spirano fino a 150 km/h. Su questo punto anche recenti sentenze della stessa Cassazione sono chiare: per configurare il caso fortuito o di forza maggiore, che esenta di responsabilità il proprietario del bene che ha causato il danno, l’evento deve assumere caratteri, appunto, di eccezionalità, che qui non si desumono. Non risulta nemmeno che sia stato chiesto dalla Regione lo stato di calamità, se non per le imprese agricole e peraltro non quelle nel Veneziano. E poi, altri due elementi significativi, solo quel pioppo dell’intero filare è stato abbattuto, segno che probabilmente la pianta aveva già prima dei problemi, e il 21 febbraio 2020 il Comune, ammettendo indirettamente la situazione di potenziale pericolo, onde evitare altri e più gravi incidenti sul genere, ha abbattuto anche gli altri quattro pioppi rimasti sostituendoli, il 6 marzo, con essenze meno imponenti.

L’auspicio è che anche l’Amministrazione comunale di Musile si faccia sentire con la propria assicurazione e si possa evitare una causa, perché non sarebbe un bel ritorno d’immagine per lo stesso Comune dover registrare che esso non risarcisce danni così ingenti ed evidenti causati dal patrimonio pubblico ai propri cittadini.