La community shopping è diventata un caso anche in Sicilia dopo che un giovanissimo investitore modicano si è allontanato da casa: è intervenuto anche il “suo” sindaco

 

Cittadini, famiglie, non lasciatevi abbagliare da promesse di soldi facili senza sforzo. Controllate la vita dei vostri figli che spesso vengono “agganciati” dal passa parola tra amici o dal web. Rovinarsi la vita (e quella dei vostri cari) è un attimo”. Sono le coraggiose parole del sindaco di Modica, Ignazio Abbate, che nei giorni scorsi ha lanciato un accorato appello ai suoi cittadini dopo che un giovane modicano appena maggiorenne si era allontanato da casa per qualche giorno senza più dare notizie di sé e facendo temere il peggio i suoi familiari e tutta la comunità.

Un “giallo” risoltosi per fortuna nel migliore dei modi (il 18enne è stato ritrovato sano e salvo, ndr) – continua il sindaco –, ma le ore di scomparsa del ragazzo devono suonare come un campanello di allarme per tantissime famiglie nostre concittadine. Il giovane era stato attirato da promesse di facili guadagni che lo avevano condotto in una spirale senza uscita, facendogli perdere, oltre alla serenità, una grossa somma di denaro. Un vortice che lo aveva spinto ad allontanarsi volontariamente dai suoi cari, isolandosi dal mondo che lo circonda per trovare una soluzione ai suoi problemi. Perché è un problema di tutti noi e non solo dei soggetti coinvolti? Perché purtroppo il fenomeno è radicato profondamente anche nella nostra società e coinvolge molte più persone di quanto si pensa come mi hanno confermato le stesse forze dell’ordine che raccolgono quotidianamente segnalazioni e richieste di aiuto”.

Questo “mondo” nel quale il ragazzo è entrato, in buona compagnia, investendovi svariate migliaia di euro, si chiama Lyoness, una delle community shopping più note a livello internazionale: la sola Lyoness Italia S.r.l, con sede a San Martino Buon Albergo (VR), nel 2017 ha realizzato un fatturato di 53 milioni, i consumatori tesserati sono un milione 368mila, 15mila le aziende convenzionate e gli aderenti entrati nel sistema per svilupparlo, acquisendo la qualifica di Lyconet Marketer, superano i 67mila. La pratica si sostanzia nel promuovere, attraverso Internet ed eventi, l’adesione a un programma di diffusione di una formula di acquisti in cashback mediante un sistema di multilevel marketing basato sul coinvolgimento di un numero sempre maggiore di consumatori, cui si prospetta un notevole ritorno economico conseguibile con vari percorsi. L’acquisto con il cashback prevede che i consumatori si registrino gratuitamente dal portale del professionista, ricevano una card per gli acquisti necessaria a conseguire uno sconto e ottengano l’attribuzione di shopping point, e invitino nuovi consumatori a registrarsi e tesserarsi, assicurandosi così lo 0,5% di bonus amicizia (diretto) sui loro acquisti e lo 0,5% (indiretto) sugli acquisti dei consumatori tesserati “arruolati” a loro volta dai propri segnalati. Il meccanismo viene presentato come in grado di far ottenere facili e rapidi guadagni fino all’indipendenza economica: esso, infatti, prevede anche l’assunzione della qualifica di Lyconet Marketer e un piano commissionale basato sul raggiungimento e mantenimento di elevati livelli di shopping points e si alimenta sull’attività di reclutamento di nuovi consumatori da introdurre nel circuito.

Il sistema era da tempo al centro di dubbi e perplessità, ma a dare forza al malcontento di tanti aderenti è stato il provvedimento diffuso il 14 gennaio dall’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, la quale, al termine “di un complesso procedimento istruttorio”, ha concluso che “il sistema di promozione utilizzato da Lyoness Italia S.r.l. per diffondere fra i consumatori una formula di acquisto di beni con cashback è scorretto in quanto integra un sistema dalle caratteristiche piramidali, fattispecie annoverata dal Codice del Consumo tra le pratiche commerciali in ogni caso ingannevoli”. E ha comminato alla società una sanzione di tre milioni e 200mila euro.

L’istruttoria – prosegue l’Agcm – ha consentito di appurare che la possibilità di ottenere uno sconto differito sugli acquisti sotto forma di cashback costituisce in realtà un aspetto secondario del volume economico generato dal sistema (un sesto dei ricavi complessivi). Infatti, il conseguimento di elevati livelli di Shopping Points – il meccanismo di remunerazione del piano di compensazione – è possibile solo con versamenti di somme di denaro da parte dei consumatori aderenti o dei soggetti da questi ultimi reclutati. Numerose decine di migliaia di consumatori hanno versato ingenti somme di denaro per entrare, partecipare e rimanere nel sistema e solo pochissimi soggetti sono effettivamente riusciti a conseguire posizioni rilevanti all’interno della piramide. E chi, pur senza incapparvi, pensava di guadagnare somme consistenti è rimasto deluso poiché quanto veniva restituito a chi segnalava altri consumatori era solo lo 0,5% della spesa fatta. Neanche il risparmio era assicurato, perché è vero che si otteneva lo sconto su un acquisto effettuato ma non era detto che anche scontato fosse il miglior prezzo per quel prodotto”.

Questo provvedimento del Garante, che ricalca quello dell’omologa autorità norvegese, la quale ha anche imposto a Lyoness di cessare tutte le operazioni e la promozione della sua attività in Norvegia, è un punto fermo fondamentale” spiega il dott. Ermes Trovò, Presidente di Studio 3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, a cui si sono già rivolti per essere assistiti una settantina di aderenti Lyoness da tutta Italia, ma il numero continua a crescere ogni giorno. Si tratta di persone che hanno appunto aderito al “Loyalty-Program Lyoness” ma ai quali la società, per iniziare la carriera di Lyconet Premium Marketer, ha chiesto di pagare una salata commissione d’ingresso di 2.400 euro. Non solo. Oltre a questa quota per accedere al primo livello commissionale, per poi confermarsi e per progredire nella carriera hanno dovuto reclutare tanti altri consumatori in grado di generare elevati livelli di shopping points dalla loro downline e, quindi, commissioni per i Lyconet, coinvolgendo familiari e amici, e soprattutto effettuare ulteriori versamenti per garantire un certo livello di entrate. Ad esempio, hanno acquistato quote “cloud”, del valore di 1.500 euro ciascuna, che avrebbero permesso di guadagnare sulla base degli acquisti dei consumatori di un’altra nazione e di ottenere determinati vantaggi mediante un abbonamento mensile che andava da 50 a 150 euro, parimenti capace di generare shopping points. Tra quanti hanno chiesto il supporto di Studio 3A c’è chi ha investito anche 50mila euro, e in tutto stiamo parlando di una somma che si aggira sui 350mila euro, ma è solo la punta di un iceberg.

“Le conclusioni dell’Agcm contengono elementi più che sufficienti a legittimare la richiesta di restituzione delle somme versate, richiesta che abbiamo già avanzato a Lyoness Italia per tutti coloro che si sono rivolti a noi – conclude il dott. Trovò – E una restituzione integrale, fino all’ultimo centesimo. Viceversa, procederemo per le vie legali. Al giovane di Modica e agli aderenti che si sentano delusi e danneggiati voglio dire che non tutto è perduto, tutt’altro: non importa con chi e come procederanno, ma sappiano che è un loro diritto, e con concrete possibilità di successo, chiedere di riavere soldi investiti nell’ambito di un sistema che il Garante ha ritenuto viziato”.