Articolo Pubblicato il 21 febbraio, 2016 alle 8:51.

LA TESTIMONIANZA DI ADELINA

Quella notte mi svegliò la più atroce delle telefonate. Ho perso mio figlio per colpa di un guardrail fuori norma. Studio 3A ha costretto i responsabili a pagare.

Quella telefonata nel cuore della notte ha cambiato per sempre la mia vita. “Signora, suo figlio ha avuto un incidente”. La sua auto ha sbandato, il guardrail non ha retto ed è precipitato nella scarpata sottostante: una caduta rovinosa di 25 metri a cui era impossibile sopravvivere. Così è morto il mio ragazzone, ad appena 27 anni. Bastava solo che quel guardrail fatiscente e antiquato fosse a norma, che le barre di ferro che univano i pilastri ci fossero tutte e non mancassero proprio nel punto in cui mio figlio è andato a cozzare: sarebbe ancora qui, con me. Com’è possibile non verificare la tenuta delle barriere di protezione, vitali per la sicurezza degli automobilisti, tanto più in una tortuosa stradina di montagna come quella che stava percorrendo? La Provincia, proprietaria di quella strada, voleva lavarsene le mani. Studio 3A l’ha inchiodata alle sue responsabilità costringendola a pagare per le sue gravi negligenze.