Infortunio sul lavoro

Gravissimo incidente a Padova presso le Acciaierie Venete

Ennesimo incidente sul lavoro: è successo a Padova, alle Acciaierie Venete (in foto), e l’interminabile bollettino di guerra si allunga ancora. Nella prima mattinata di domenica 13 maggio quattro operai sono stati investiti da un colata di materiale incandescente nel reparto fonderia. Secondo una prima ricostruzione, l’incidente si è verificato durante la fase di spostamento del contenitore di acciaio fuso: si sarebbe rotto il perno del contenitore da cui sono partiti schizzi di acciaio a circa 1.600 gradi che hanno investito i quattro operai.

Il più grave di questo incidente sul lavoro, è un 43enne di origine romena dipendente delle Acciaierie Venete, ha riportato ustioni su quasi il cento per cento del corpo. L’operaio è stato elitrasportato all’ospedale di Cesena dove si trova un centro specializzato in Grandi Ustionati, in condizioni gravissime. Gravemente ferito anche un altro dipendente delle Acciaierie, un 40enne di origine moldava, che è stato portato all’ospedale di Padova. A rimanere coinvolti anche due dipendenti di una ditta di manutenzione esterna, anche loro ricoverati nell’ospedale civile di Padova. Solo nel primo pomeriggio i vigili del fuoco sono riusciti a domare l’incendio innescato dalla fuoriuscita incontrollata di materiale fuso.

Sull’ennesimo infortunio sul lavoro, su cui stanno indagano i carabinieri, sono subito arrivate le dure prese di posizione dei sindacati, corroborate dai numeri sempre più allarmanti. Le denunce di infortunio mortale sul lavoro presentate all’Inail registrano per i primi tre mesi del 2018 212 morti sul lavoro: 22 in più rispetto alle 190 del primo trimestre 2017 (+11,6%), anno che già aveva visto, con 1.029 morti complessivi, un incremento dell’1,08% degli infortuni con esito mortale rispetto al 2016 (quando furono 1.018). Anche se, va precisato, l’aumento ha riguardato gli incidenti in itinere, quelli che avvengono nel tragitto tra casa e lavoro (sono aumentati a 67 dai 43 del primi tre mesi del 2018), mentre gli infortuni sul luogo di lavoro sono pressoché stazionari, ma sempre tanti, troppi (sono passati da 147 a 145). E, per inciso, nei primi tre mesi di quest’anno sono tornate a crescere anche le denunce di malattia professionale: 16.124, pari a 877 casi in più (+5,8%) rispetto allo stesso periodo del 2017 (15.247).

Sempre secondo i dati Inail relativi al primo trimestre 2018, le morti del lavoro sono aumentate nel Nord-Ovest (19), nel Nord-Est (10) e al Centro (7), mentre si registrano diminuzioni al Sud (9 decessi) e nelle Isole (5).

In questo contesto inquietante, spicca (in negativo) proprio il Veneto, che è la prima regione italiana per morti sul lavoro, con 29 vittime registrate dalla Cgil locale dall’inizio dell’anno: Verona e Vicenza le province con il maggior numero di incidenti. In pratica un lavoratore veneto su 5, nel corso degli ultimi 5 anni, ha subito un infortunio. Urgono interventi.