Già di per sé un incidente stradale che toglie la vita a un bambino è una tragedia enorme, ma se a causarlo è stato il papà, la mamma, un nonno o uno zio, l’evento diventa doppiamente straziante.

Lo specifico Osservatorio dell’Asaps sugli incidenti che vedono come vittime i bambini ha approfondito i drammatici casi dei bimbi travolti e uccisi da genitori, nonni e parenti durante le manovre con auto o trattori agricoli nei cortili di casa o nelle aie negli ultimi tre anni.

Dal 2015 al 2017, secondo l’osservatorio, sono stati dodici i piccoli travolti e uccisi: quattro nel 2015, sei nel 2016, due nel 2017. Otto bambini sono stati travolti e uccisi da un’auto e quattro da trattori agricoli. Cinque sono stati i bimbi investiti dal papà o dalla mamma, tre dai nonni, due da un parente e altri due da amici di famiglia. Dei 12 bimbi, dieci erano maschi e due femmine; due inoltre erano di origine straniera. Fra le piccole vittime tre avevano un anno, sei ne avevano due, due avevano tre anni e uno otto.

E nel 2018, purtroppo, nei primi mesi dell’anno si è già verificato un altro caso: il 20 aprile, nella periferia di Brescia, un bambino di quattro anni è morto per i traumi riportati dopo essere stato inavvertitamente investito dalla madre che stava facendo una manovra di retromarcia a bordo di un Suv. La donna non si è accorta che il figlio era proprio dietro l’auto e lo ha investito, che poi è la dinamica più frequente in questi casi, complice la bassa statura dei piccoli pedoni.

Questa serie di tragedie, come sottolinea l’Asaps, sollecita un appello ai genitori e parenti alla massima prudenza durante le manovre in cortili con le auto e nelle aie anche con trattori agricoli e ripropone la necessità della generalizzata installazione dell’allarme acustico nelle manovre in retromarcia sui veicoli di produzione, se non delle telecamere sulla coda del veicolo, le cosiddette “retrocamere”, come avviene da quest’anno negli Stati Uniti, dove sono diventate obbligatorie.