Infortuni sul lavoro

In aumento anche le morti bianche

La piaga degli infortuni sul lavoro non dà alcun segno di rimarginarsi, anzi: sono in allarmante aumento sia gli infortuni sul lavoro sia le morti bianche. In occasione della 67. Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, l’Anmil, l’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi sul Lavoro, ha reso noto che nei primi otto mesi dell’anno gli infortuni sono stati 421.969, con un aumento dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2016.

Peggio ancora è andata per gli infortuni mortali denunciati, che sono stati 682, contro i 651 del periodo gennaio-agosto 2016, con un incremento del del 4,7%. L’unica contrazione riguarda le malattie professionali denunciate, in calo del 2,8%.

La preoccupazione per l’aumento degli infortuni sul lavoro è dettata anche dal fatto che a determinarlo sono stati i comparti industria e servizi (2%) e Conto stato dipendenti (3,3%): emerge in tutta evidenza la problematica della carenza di sicurezza nei luoghi di lavoro più rischiosi.

Non solo. Nel messaggio inviato al Presidente dell’Anmil, Franco Bettoni, in occasione della manifestazione nazionale, che quest’anno ha avuto come sede Cagliari (in foto, un momento della celebrazione), il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha battuto su un altro aspetto inquietante rivelato dai dati: i troppi giovani che perdono la vita sul lavoro.

Le iniziative che oggi si svolgono in tutte le province italiane a partire da Cagliari costituiscono un momento di importante riflessione sul dramma degli infortuni sul lavoro – ha scritto il Capo dello Stato – Prevenzione e attenzione alle vittime sono i cardini di una riflessione necessaria in materia di sicurezza. Il rischio di infortunio sul lavoro deve essere neutralizzato al suo insorgere in qualsiasi luogo e per qualsiasi forma di lavoro: solo così si può parlare di salvaguardia della salute. Ma se l’infortunio si verifica, l’invalidità, come la malattia, non deve essere lasciata a se stessa“.

La rilevazione statistica in materia di infortuni sul lavoro – ha aggiunto Mattarella – ci indica che alcuni settori sono esposti al rischio più di altri, ci chiama in causa il meccanismo dei controlli e le politiche di prevenzione, che devono inseguire senza arresto le più efficaci occasioni di ammodernamento offerte dallo sviluppo tecnologico. Oggi si dispone di tecniche e conoscenze avanzate: non è tollerabile che esse non siano poste al servizio della persona, per prevenire ogni forma di lesione o malattia, nonché riabilitare coloro che degli infortuni sono stati vittime“.

Il presidente ha quindi concluso ricordando che troppo numerosi sono i casi di aziende che risultano non in linea con gli standard di sicurezza, ed è inconcepibile che tra le vittime di infortunio sul lavoro vi siano ragazzi giovanissimi. Il lavoro irregolare deve essere contrastato in tutti i modi: la legislazione è puntuale, sta a tutti gli interlocutori attuarla e rispettarla“.